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Ossidi di Azoto

Il biossido di azoto (NO2) è un componente naturale dell’aria che respiriamo, che lo contiene tuttavia in bassa concentrazione ( 0,02 ppm). Nonostante il contributo delle sorgenti naturali alle concentrazioni di NO2 (intrusione dalla stratosfera, eruzioni vulcaniche, fulmini) sia superiore a quello delle attività umane, i processi di combustione legati alla produzione di calore ed energia ed al traffico autoveicolare (soprattutto veicoli diesel) contribuiscono notevolmente ad aumentare la concentrazione dell’NO2 nelle aree urbane, al punto che l’NO2 è ragionevolmente considerato un tracciante dell’inquinamento da traffico.

La concentrazione di fondo dell’NO2 ha un range da 0,4 a 9,4 μg/m3; in ambiente urbano le concentrazioni medie nell’anno variano da 20 a 90 μg/m3, ma il limite che l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) suggerisce di non superare, a tutela della salute umana, è di 40 μg/m3 come media annuale e di 200 μg/m3 come concentrazione media oraria.

Effetti sulla salute umana

L’NO2 è, tra i vari ossidi di azoto, il più importante per la salute umana; questo gas è 4 volte più pericoloso dell’NO; ma va ricordato che quest’ultimo è in grado di ossidarsi facilmente in NO2 una volta in aria.

I meccanismi mediante cui l’NO2 induce i suoi effetti tossici nell’uomo sono stati ipotizzati da modelli sperimentali animali e possono essere descritti in termini di irritazione delle vie aeree fino al broncospasmo negli asmatici, e mantenimento dello stato di infiammazione cronica. Altri studi animali hanno suggerito che l’NO2 aumenta la suscettibilità alle infezioni batteriche e, forse, virali. Il meccanismo di base è che il gas provoca gravi danni alle membrane cellulari a seguito dell’ossidazione di proteine e lipidi (stress ossidativo).

In sintesi, gli effetti acuti dell’NO2 sull’apparato respiratorio comprendono riacutizzazioni di malattie infiammatorie croniche delle vie respiratorie, quali bronchite cronica e asma, e riduzione della funzionalità polmonare, Più di recente sono stati definiti i possibili danni dell’NO2 sull’apparato cardio-vascolare come capacità di indurre patologie ischemiche del miocardio, scompenso cardiaco e aritmie cardiache.

Gli effetti a lungo termine includono alterazioni polmonari a livello cellulare e tessutale, e aumento della suscettibilità alle infezioni polmonari batteriche e virali. Non si hanno invece evidenze di associazione con tumori maligni o danni allo sviluppo fetale (teratogenesi).

Va sottolineato quanto possano essere significative le esposizioni prolungate a basse concentrazioni di ossidi di azoto, che rende pericoloso l’inquinamento nelle abitazioni (inquinamento indoor) dovuto all’utilizzo dei fornelli a gas o alle caldaie di riscaldamento acqua e/o ambiente. Si sa che concentrazioni di NO2 di 1-3 ppm sono percepite all’olfatto per l’odore pungente, mentre concentrazioni di 13 ppm portano ad irritazione degli occhi e del naso. Gli ossidi di azoto durante la respirazione giungono facilmente agli alveoli polmonari dove originano acido nitroso e nitrico diminuendo drasticamente le difese polmonari con conseguente aumento del ischio di affezioni alle vie respiratorie. Gli effetti dell’NO2 si manifestano generalmente parecchie ore dopo l’esposizione e le persone non si rendono conto che il loro malessere è dovuto all’aria inquinata respirata in precedenza.

Nella tabella che segue sono indicati i principali effetti sulla salute umana ed i livelli di NO2 cui si riferiscono.

Principali effetti sull’uomo Conc. Troposferica media
Presenza avvertibile 3 ppm Trascurabile
Irritazione delle mucose e degli occhi 15 ppm
Problemi di respirazione, edemi polmonari 100 ppm

Precauzioni

Il gruppo di popolazione a maggior rischio è costituito da bambini, persone con asma, malattie respiratorie croniche e malattie cardiache.

Le maggiori precauzioni da adottare relativamente alla presenza indoor di NO2 sta nel mantenere una buona ventilazione degli ambienti abitativi, soprattutto di quegli ambienti in cui è più probabile la sua presenza (cucine, luoghi in cui è collocata la caldaia per il riscaldamento, ecc.).

In presenza, di situazioni in cui la concentrazione di NO2 nell’aria esterna è rilevante, è opportuno, soprattutto per i gruppi di popolazione a rischio, limitare allo stretto necessario la permanenza nei pressi delle arterie trafficate e ridurre le attività fisiche all’aperto che dovranno essere preferibilmente svolte in parchi con elevata presenza di vegetazione, lontano dal traffico degli autoveicoli.