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Ozono - Effetti sulla vegetazione e sui materiali

I danni provocati dall’ozono alla vegetazione sono ingenti e questo gas è considerato, insieme al biossido di zolfo, una delle principali cause del declino delle foreste. In effetti, l’ozono (e gli ossidanti fotochimici in genere) provocano una riduzione della crescita delle piante e, a maggiori concentrazioni, clorosi e necrosi delle foglie; i cloroplasti assumono una colorazione verde chiaro e si rompono facilmente, disperdendo la clorofilla nel citoplasma cellulare.

Le piante risultano sensibili al gas che penetra al loro interno attraverso gli stomi, specialmente se in presenza di abbondanti quantità di vapor d’acqua che ne aumenta l’apertura e questa sensibilità delle piante può essere quindi utilizzata come spia biologica. Compaiono per primi i danni a livello fogliare fino alla necrosi, con gravi ripercussioni sul metabolismo specie fotosintetico, e tali danni alle foglie appaiono caratteristici poiché ne coinvolgono la superficie superiore; ciò permette la differenziazione da altri tipi di attacco come quelli operati da virus o da funghi.

L’ozono causa clorosi con colorazione giallo pallido delle foglie, particolarmente evidente negli aghi dei pini, e provoca un prematuro invecchiamento della pianta. Molti studi hanno dimostrato che è l’esposizione ad elevate concentrazioni per breve tempo a provocare i danni maggiori. Le specie più sensibili sono il tabacco, gli spinaci, l’erba medica, l’avena, l’orzo ed il noce. In queste piante è possibile notare la comparsa dei primi sintomi di sofferenza già a concentrazioni di 0.05-0.12 ppm di O3.

L’ozono causa ingenti danni a materiali e monumenti, con gravi ricadute sul patrimonio artistico e con notevoli danni economici.

Per la sua reattività, l’ozono attacca anche le gomme naturali ed artificiali. I tessuti vengono indeboliti ed i colori perdono brillantezza. L’ozono produce anche danni alle vernici, specialmente per l’azione sinergica col biossido di zolfo. Si deve comunque osservare che parecchi danni attribuiti all’ozono sono in realtà provocati dall’insieme degli ossidanti fotochimici, dei quali l’ozono è solo una componente.