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Polveri e IPA - Effetti sulla vegetazione e sui materiali

Gli effetti del particolato sul clima e sui materiali sono piuttosto evidenti. Il particolato dei fumi e delle esalazioni provoca una diminuzione della visibilità atmosferica e, allo stesso tempo, diminuisce la luminosità della luce solare. Le polveri sospese favoriscono la formazione di nebbie e nuvole e costituiscono i nuclei di condensazione attorno a cui si condensano le gocce d’acqua. Esse favoriscono anche il verificarsi dei fenomeni delle nebbie e delle piogge acide, con effetti di corrosione ed erosione dei materiali e dei metalli. Il particolato, inoltre, danneggia i circuiti elettrici ed elettronici, insudicia gli edifici e le opere d’arte e riduce la durata dei tessuti. Le polveri (ad esempio quelle emesse dai cementifici) possono depositarsi sulle foglie delle piante e formare così una patina opaca che, schermando la luce, ostacola la fotosintesi. Inoltre il danneggiamento delle foglie per abrasione meccanica rende le piante più sensibili agli attacchi da parte degli insetti. Da ultimo, è da rilevare il danno indiretto arrecato agli animali che usano le piante come alimento, poiché il particolato su di esse depositato può contenere composti chimici dannosi.

Gli effetti del particolato sul clima sono piuttosto discussi. Sicuramente, un aumento del particolato in atmosfera comporta una diminuzione della temperatura terrestre per effetto di riflessioni e di schermatura della radiazione solare. In ogni caso, tale azione è mitigata dal fatto che le particelle riflettono anche la radiazione infrarossa proveniente dalla terra. E’ stato, comunque, dimostrato che gli anni immediatamente successivi alle più grandi eruzioni vulcaniche di tipo esplosivo, caratterizzate dall’emissione in atmosfera di un’enorme quantità di particolato, sono stati segnati da inverni particolarmente rigidi.