I rifiuti vengono classificati secondo l'origine in rifiuti urbani e rifiuti speciali.
I rifiuti urbani sono identificati da:
Tra gli obiettivi prioritari individuati dalle direttive comunitarie in materia di rifiuti, il principale è quello di ridurre la quantità dei rifiuti prodotti, che risulta in progressivo aumento.
I fattori che influenzano maggiormente la produzione di rifiuti urbani possono essere suddivisi in:
L'indicatore che consente di confrontare le diverse realtà territoriali e di fornire un quadro sull'evoluzione del servizio di raccolta e sull'efficienza del sistema di gestione dei rifiuti urbani, è la produzione pro capite di rifiuto urbano, in cui la produzione totale di rifiuti viene divisa per la popolazione di riferimento. Si specifica che la produzione totale di rifiuti comprende non solo i rifiuti di origine domestica ma anche i rifiuti assimilati, ovvero provenienti da utenze diverse (es. commerciali, di servizi, artigianali etc.).
Per questo in generale la produzione pro capite aumenta con il numero di abitanti, in particolare nei comuni capoluogo, non solo per un aumento del rifiuto prodotto dalle famiglie, ma soprattutto per la presenza di attività di servizio, uffici e attività commerciali e artigianali presenti nel tessuto urbano. Indagini condotte dall'Osservatorio Regionale Rifiuti hanno indicato valori di produzione di rifiuti pro capite leggermente superiori per i nuclei familiari residenti in aree metropolitane rispetto a Comuni più piccoli.
Anche le presenze turistiche, e l'indotto che ne consegue, contribuiscono ad aumentare notevolmente la quantità di rifiuto urbano prodotto soprattutto in certi periodi dell'anno. In questo caso può risultare più rappresentativo utilizzare come indicatore la produzione pro capite equivalente, che considera anche l'incidenza delle presenze turistiche. Nel Lazio la produzione pro capite è superiore a 600 kg/ab anno.
La raccolta dei rifiuti è definita come l'operazione di prelievo, cernita o raggruppamento dei rifiuti per il loro trasporto. Se la raccolta è effettuata raggruppando i rifiuti in frazioni merceologiche omogenee, compresa la frazione organica umida, al fine dell'invio a recupero, allora si parla di raccolta differenziata (RD). Il destino a recupero del rifiuto è da ritenersi prioritario rispetto allo smaltimento finale. Sono pertanto definiti dalla normativa nazionale obbiettivi minimi di raccolta differenziata che devono essere conseguiti all'interno di ogni Ambito Territoriale Ottimale, dove per ATO si può generalmente intendere il territorio provinciale.
| ANNO | % RD su totale rifiuti prodotti | Normativa di riferimeto |
| 1999 | 15 | D.Lgs. 22/97 |
| 2001 | 25 | |
| 2003 | 35 | |
| 2006 | 35 | D.Lgs. 152/06 |
| 2008 | 45 | |
| 2012 | 65 |