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Green Public Procurement

Il Green Public Procurement
Il Green Public Procurement (GPP), Acquisti Pubblici Verdi, è uno strumento di sviluppo sostenibile rivolto alle pubbliche amministrazioni e agli enti locali per orientare i loro acquisti verso prodotti compatibili con l’ambiente.

Acquistare "verde" significa rivedere le procedure d’acquisto sulla base non solo del costo monetario del prodotto/servizio ma anche sulla base degli impatti ambientali che questo può avere nel corso del suo ciclo di vita.

Il GPP dunque è uno strumento volto a rivedere le pratiche d’acquisto della PA a favore di beni e servizi che riducono l’uso delle risorse naturali, la produzione di rifiuti, le emissioni inquinanti, i pericoli e i rischi, ottimizzando il "servizio" offerto dal prodotto.

Se la PA decidesse di sostituire i prodotti e i servizi di cui fa normalmente uso con altri a minore impatto ambientale, i fornitori per non perdere un cliente così importante sarebbero stimolati a rivedere le caratteristiche e i processi produttivi dei prodotti che immettono sul mercato per ridurne gli impatti ambientali. Il GPP sarebbe cosi in grado di rendere verde l’offerta dei prodotti/servizi senza intervenire con strumenti legislativi o divieti, ma semplicemente agendo sulla domanda pubblica.

L’ente locale può, quindi, utilizzare il GPP non solo come strumento finalizzato alla revisione delle proprie politiche d’acquisto ma anche come strumento di gestione ambientale integrata.

Obbligatorietà del Green Public Procurement
Il Green Public Procurement non è obbligatorio, però esistono alcune norme che ne sollecitano l’introduzione stabilendo dei requisiti specifici o dei target per l’acquisto e/o utilizzo di determinati prodotti o servizi.

A livello regionale, alcuni enti hanno predisposto delle norme e dei regolamenti in materia di acquisti ambientalmente preferibili.  Queste, in genere, si riferiscono ad alcuni tipi di materiali di recupero: materiali biodegradabili, carta, plastica, materiali generici.

Gli interventi più diffusi riguardano attività di promozione dell’uso della carta riciclata con relativa fissazione di obiettivi minimi di copertura del fabbisogno di prodotti con materiali riciclati che vanno dal 20 al 50%.

Il Decreto n. 203 del 2003 (GU n.180 del 5 agosto 2003) Norme affinché gli uffici pubblici e le società a prevalente capitale pubblico coprano il fabbisogno annuale di manufatti e beni con una quota di prodotti ottenuti da materiale riciclato nella misura non inferiore al 30% del fabbisogno medesimo stabilisce che uffici pubblici, società a prevalente capitale pubblico e società di gestione dei servizi coprano il fabbisogno annuale di manufatti e beni con una quota di prodotti ottenuti in materiale riciclato nella misura del 30%. Il decreto prevede inoltre che i destinatari adottino in sede di formulazione di gare per la fornitura e l’installazione di manufatti e beni, e nella formulazione di capitolati di opere pubbliche, criteri tali da ottemperare al rispetto delle quote previste dal decreto.

In tal senso il Decreto 203/2003 si avvicina in qualche modo al GPP.  Tuttavia non si deve dimenticare che l’attuazione del GPP va ben oltre l’acquisto di beni in materiale riciclato, in quanto riguarda in senso più ampio l’acquisizione di beni e servizi a impatto ambientale ridotto lungo tutto il ciclo di vita rispetto a beni e servizi con funzione equivalente.

L’integrazione con altri strumenti
Il GPP può da una parte svolgere una funzione di stimolo all’utilizzo di diversi strumenti di Politica Integrata di Prodotto, dall’altra diventare lo strumento attuativo di alcuni di essi, come illustrato nella figura.

La base conoscitiva per scegliere un prodotto o servizio a minore impatto ambientale proviene dall’analisi del ciclo di vita di quel prodotto o servizio.  Questo vuol dire che un ente locale può scegliere un prodotto/servizio guardando agli impatti che quest’ultimo può avere nelle fasi di estrazione e consumo delle materie prime, di produzione, uso e/o smaltimento.  A questo proposito, l’ente può ottenere informazioni riguardo la qualità ambientale di singoli prodotti e servizi facendo riferimento ai marchi ecologici, alle dichiarazioni ambientali di prodotto (DAP), alle certificazioni d’impresa, EMAS e ISO 14001.

Dall’altro lato, gli acquisti verdi possono facilmente rappresentare azioni concrete per il raggiungimento di obiettivi di miglioramento ambientale definiti nell’ambito dell’Agenda 21 Locale o della politica ambientale volta alla certificazione EMAS, oltre che di obiettivi e target inseriti in altri piani dell’ente (Piano Energetico, Piano Urbano del Traffico ecc.).

Questo aspetto non va sottovalutato: l’attuazione del GPP dà infatti risultati immediati, tangibili e quantificabili, e ciò risponde alle esigenze sempre più impellenti che gli enti locali hanno di comunicare con il cittadino ma anche di rendere conto al cittadino delle proprie azioni, in particolare nell’ambito di programmi quali l’Agenda 21 Locale.

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Data: 15 10 2019 - ora: 03:11