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Politica Integrata di Prodotto

La Politica Integrata di Prodotto (Integrated Product Policy-IPP) è l’approccio più recente, in materia ambientale, elaborato dalla Commissione Europea nel Libro verde sulla politica integrata relativa ai prodotti e confermato, dopo un lungo processo di consultazione pubblica, nella  Comunicazione 302/03 Politica integrata dei prodotti - sviluppare il concetto di ciclo di vita dei ambientale.

Di fatto l’IPP è uno degli strumenti con cui la Commissione Europea intende rispondere alla sfida dello Sviluppo Sostenibile lanciata a Rio nel 1992, la sfida di conciliare la crescita economica con la conservazione di un ambiente integro, nel rispetto dei diritti delle generazioni future.

Una delle scelte strategiche dell’Europa è stata proprio puntare su un nuovo paradigma di crescita in grado di garantire una qualità della vita più elevata, di creare ricchezza e assicurare competitività nei mercati sulla base di prodotti e servizi più ecologici, che utilizzino meno risorse, presentino un minore impatto e producano meno rifiuti.

La centralità del prodotto è stata determinata dalle dinamiche di consumo che caratterizzano lo stile di vita occidentale e che causano gran parte dell’inquinamento e della riduzione di risorse.

Nel Libro Verde del 2001 è stata proposta una strategia intesa a rafforzare e riorientare le politiche ambientali concernenti i prodotti per promuovere lo sviluppo di un mercato di prodotti più ecologici.

La Commissione tiene a sottolineare come l’IPP non sia una nuova politica che si va ad aggiungere alle precedenti, ma piuttosto un nuovo modo di raccordare strumenti e politiche già implementate come:
  • Integrazione dell’ambiente nelle politiche di settore e nei mercati
  • Attuazione della riforma fiscale ecologica
  • Mitigazione delle esternalità ambientali e l’eliminazione dei sussidi statali con effetti perversi
  • Introduzione della contabilità ambientale
  • Maggiore efficacia dei processi di informazione e partecipazione del pubblico
  • Crescita del ruolo decisionale dei cittadini
  • Sviluppo della ricerca scientifica e tecnologica
  • Formazione e informazione

Del resto l’integrazione delle politiche è un principio costituzionale per l’intera Europa, sancito dal “Principio d’integrazione” per cui la protezione ambientale non va considerata una politica settoriale ma un denominatore comune per tutte le politiche:

le necessità della protezione ambientale devono essere integrate nella definizione e implementazione delle politiche e delle attività comunitarie (…), in particolare con l’ottica di promuovere lo sviluppo sostenibile

In linea con l’indicazione comunitaria la Strategia d’azione ambientale per lo sviluppo sostenibile elaborata dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio nel 2002 tra gli strumenti d’azione ambientale prevede proprio al capitolo 2.3 l’integrazione del fattore ambientale nei mercati.

La strategia non fa espresso riferimento alla politica integrata di prodotto ma prevede comunque azioni rivolte alla “qualità globale” del prodotto (dematerializzazione, greening, innovazione tecnologica dei processi e qualità dei prodotti e servizi) e all’applicazione di criteri ecologici alle politiche di acquisto della Pubblica Amministrazione.

Tornando al Libro Verde e alla strategia proposta dalla Commissione per l'implementazione dell’IPP, è evidente come il "mercato" venga identificato quale contesto più efficace ed efficiente per promuovere la qualità ambientale di beni e servizi:

il successo di una politica ambientale orientata ai prodotti dipende dalla strategia di attuazione, dall’individuazione e dall’utilizzo dei principali fattori trainanti e dagli strumenti corrispondenti che garantiscono un miglioramento continuo delle caratteristiche ambientali dei prodotti nel contesto del mercato interno.

A partire da questa idea di fondo, la Commissione attraverso il Libro Verde intende stimolare un dibattito pubblico  sulla strategia proposta e creare sinergie  tra le parti interessate in modo da ridurre l’impatto ambientale del prodotto durante le varie fasi del ciclo di vita e rendere così più ecologica la produzione all’interno dei Paesi membri della Comunità.

Tale posizione è condivisa in pieno da tutte le parti interessate, in particolare le associazioni dei consumatori e alcune ONG, tra cui le associazioni ambientaliste, si sono mostrate piuttosto critiche, giudicando la posizione della Commissione troppo schiacciata sulle dinamiche del mercato a scapito dei soggetti meno organizzati o meno influenti come possono essere le associazioni di consumatori o di cittadini nei confronti delle associazioni di categoria delle imprese. Pertanto tali soggetti preferirebbero dare all’IPP anche una base legale, un quadro normativo di riferimento come una direttiva specifica sui prodotti.

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Data: 23 11 2019 - ora: 00:35