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IN EVIDENZA

L’ISPRA presenta il IX Rapporto “Qualità dell’ambiente urbano” frutto del lavoro coordinato e condiviso dall’intero Sistema Agenziale ARPA/APPA e della collaborazione con Enti e Istituti di livello nazionale. http://www.isprambiente.gov.it

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Settimana di Educazione allo Sviluppo Sostenibile 2013: I paesaggi della bellezza: dalla valorizzazione alla creatività. Visita le pagine al link: http://www.unesco.it/cni/index.php/news/275-settimana-ess-2013

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  [A] arpalazio.it Approfondimenti / Sostenibilità dalla R alla S  
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Sostenibilità dalla R alla S

R
Raccolta differenziata
La raccolta idonea a raggruppare i rifiuti urbani in frazioni merceologiche omogenee, compresa la frazione organica umida, destinate al riutilizzo, al riciclaggio ed al recupero di materia prima.
Fonte: D.L.vo 5 febb.1997, n.22

Rapporto Sullo Stato Dell'ambiente
Si tratta di un rapporto ambientale territoriale, elemento conoscitivo indispensabile per il quadro diagnostico previsto dai processi di Agenda XXI Locale

Rating ambientale
Processo di valutazione del rischio ambientale presente nell'attività delle aziende.
Fonte: http://www.ecoeconomisti.it/ecoglossario.html

Recettore ambientale
Qualsiasi elemento dell'ambiente che può diventare bersaglio di un inquinamento.
Fonte: Glossario per lo sviluppo sostenibile, prog LIFE ENV/IT/000032.CE

REGISTRO DEGLI EFFETTI AMBIENTALI (nel sistema di gestione ambientale)

Registro nel quale vengono annotati gli effetti ambientali connessi ai fattori d’impatto individuati come significativi per il sito

Regolamento Cee
Documento emesso dalla Comunità europea, d'applicazione generale ed obbligatoria in tutti gli Stati membri, dei quali entra nella legislazione nazionale e le Autorità nazionali e gli strumenti nazionali non possono impedirne l'implementazione. Un Regolamento crea diritti individuali che i tribunali nazionali devono applicare. I Regolamenti sono usati, per esempio, per stabilire annualmente i prezzi in agricoltura dal Consiglio dei Ministri della CEE. Se non diversamente stabilito, i Regolamenti entrano in vigore 20 giorni dopo la loro pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della CEE serie "L". A differenza delle Direttive, i Regolamenti comprendono anche le modalità applicative della legge.
Fonte: http://www.corpoforestale.it/Areeprotette/materiale/glossario_a.html

Reporting Ambientale
Documento pubblico che serve ad informare circa gli sforzi, sia economici che di riduzione degli impatti, compiuti da un’impresa per migliorare uso delle risorse ambientali nei processi di produzione. È composto di tre parti distinte: la relazione ambientale (descrizione sintetica dell’attività svolta dall’azienda), il bilancio ambientale, le conclusioni

Resilienza
Capacità di recupero.Secondo lo Zingarelli (Zanichelli, Milano, 1995): "Capacitá di un materiale di resistere a urti improvvisi senza spezzarsi."
Se consideriamo questo concetto in rapporto a gli ecosistemi, ivi compresi quelli urbani possiamo dire che la resilienza corrisponderebbe alla capacitá di resistere a pressioni improvvise e agenti distruttivi, superandone l'impatto ed uscendone rinforzati o, addirittura, trasformati; è la capacita di usare l'esperienza nata dalle situazioni difficili per costruire il futuro.

Resistenza
E' una delle due proprietà, assieme alla resilienza, di stabilità degli ecosistemi. La resistenza è definita come la capacità di un ecosistema a resistere alle perturbazioni e ai disturbi esterni senza che le sue funzioni e strutture vengano modificate.
Fonte: Glossario per lo sviluppo sostenibile, prog LIFE ENV/IT/000032.CE

Rete ecologica
La Rete ecologica è un'infrastruttura naturale formata dai seguenti elementi:
-aree centrali (core areas): coincidenti con aree già sottoposte o da sottoporre a tutela (parchi e riserve), ove sono presenti biotopi, habitat naturali e seminaturali, ecosistemi di terra e di mare che caratterizzate dal l'alto contenuto di naturalità
-zone cuscinetto (buffer zones): rappresentano le zone contigue e le fasce di rispetto adiacenti alle aree centrali, costituiscono il nesso fra la società e la natura, ove è necessario attuare una politica di corretta gestione dei fattori abiotici e biotici e di quelli connessi con l'attività antropica
-corridoi ecologici (ecological corridors),definiti anche come corridoi biologici o biocorridoi
-nodi (key areas): si caratterizzano come luoghi complessi di interrelazione, al cui interno si confrontano le zone, centrali e di filtro, con i corridoi e i sistemi di servizi territoriali con essi connessi. I Parchi per le loro caratteristiche territoriali e funzionali si propongono come nodi potenziali del sistema
L'importanza delle reti ecologiche risiede nella loro funzione di interconnessione tra habitat differenti, anche in presenza di forte antropizzazione, permettendo il flusso dei patrimoni genetici degli esseri viventi da un'area all'altra.
Fonte: http://www.comune.dozza.bo.it/sellustra/mioweb2/Glossario.htm

Rete Natura 2000
Obiettivo finale della Direttiva Habitat (92/43/CEE): creazione di questa rete europea di zone speciali di conservazione, attraverso la quale garantire il mantenimento ed il ripristino di uno stato di conservazione soddisfacente dei tipi di habitat naturali e delle specie interessate nella loro area di ripartizione naturale.
Fonte: http://www.corpoforestale.it/Areeprotette/materiale/glossario_a.html

Reti (Formazione di, messa in rete, network):
scambio d'idee ed esperienze in materia di sviluppo sostenibile, gestione e attuazione di politiche e progetti tra soggetti diversi (pubblici e privati, singoli e collettivi...), a livello formale ed informale.
Fonte: http://www.comune.firenze.it/Agende21Toscana/glossario.htm

Retroazione negativa (Negative Feedback)
Un concetto chiave degli ecosostemi in cui il sistema reagisce ai cambiamenti in una maniera tale da limitarli o contenerli.
Fonte: http://www.geocities.com/Athens/Agora/5311/GIURIDICA/Extra/00-EU-sustain-glossario.htm#Agenda Locale 21

Retroazione positiva (Positive Feedback)
Un concetto chiave degli ecosistemi per cui il sistema reagisce ai cambiamenti in maniera tale da consolidarli.
Fonte: http://www.geocities.com/Athens/Agora/5311/GIURIDICA/Extra/00-EU-sustain-glossario.htm#Agenda Locale 21

Ricerca e sviluppo: politica europea
La politica europea in materia di ricerca e sviluppo è basata sulle disposizioni previste dai tre trattati fondamentali (CECA, Euratom e dal titolo XVIII del trattato istitutivo della Comunità europea). L'Atto unico europeo ha inserito la nozione di tecnologia nel diritto comunitario, mentre il trattato sull'Unione europea ha in seguito sviluppato gli obiettivi della Comunità in questi campi. Le priorità della Comunità sono le seguenti: sostenere la competitività dell'industria europea e promuovere la ricerca per consentire a quest'ultima di raccogliere le sfide tecnologiche.
Il coordinamento delle iniziative in materia di ricerca e sviluppo nell'ambito della Comunità poggia su diversi strumenti:
il programma-quadro di ricerca e sviluppo tecnologico. Istituito nel 1984, su base pluriennale, il programma coordina programmi più specifici destinati a settori molto diversi come l'informazione e la comunicazione, l'ambiente, la biologia, l'energia (compresa quella nucleare), i trasporti o la mobilità dei ricercatori. Per conseguire questi obiettivi, tra cui la promozione di una società dell'informazione di tipo conviviale e l'accesso delle piccole e medie imprese alla ricerca, il quinto programma quadro (1998-2002) è stato dotato di oltre 14,9 miliardi di euro;
il Centro comune di ricerca (CCR) e l'Agenzia d'approvvigionamento dell'Euratom. Il CCR è costituito da otto istituti di ricerca, ripartiti nella Comunità europea per rispondere ai bisogni specifici della Commissione. Le sue attività sono molto sviluppate in materia di energia nucleare (in particolare di sicurezza) e si sono diversificate nei settori dei materiali, dell'ambiente, dei rischi industriali, ecc.;
COST, istituito nel 1971, raggruppa 25 Stati: i quindici Stati membri dell'Unione europea, nonché l'Islanda, la Norvegia, la Svizzera, la Croazia, l'Ungheria, la Polonia, la Repubblica ceca, la Slovacchia, la Slovenia e la Turchia. L'obiettivo di questo programma di cooperazione europea è di coordinare le priorità delle ricerche nazionali in Europa;
Eureka è un'organizzazione intergovernativa costituita da 26 paesi tra cui gli Stati membri dell'Unione europea, la Russia, la Svizzera e la Turchia. Istituita nel 1985 si propone di sostenere la partnership tra le imprese e gli istituti di ricerca, specie nei settori della tecnologia di punta;
In materia di ricerca e di sviluppo tecnologico il programma quadro pluriennale è adottato secondo la procedura di codecisione. Dall'entrata in vigore del trattato di Amsterdam, tuttavia, non è più richiesta l'unanimità in sede di Consiglio. D'altro canto i programmi specifici sono sempre adottati dal Consiglio che delibera a maggioranza qualificata dietro proposta della Commissione, previa consultazione del Parlamento europeo e del Comitato economico e sociale.
Fonte: http://europa.eu.int/scadplus/leg/it/cig/g4000.htm

Riciclaggio
recupero di rifiuti e sostanze di scarto attraverso il loro utilizzo in un nuovo ciclo produttivo.
Fonte: http://www.arpa.veneto.it/glossario.htm

Riconversione
Un progetto ambientale e territoriale di riconversione (ecologica) di un'area a forte sviluppo industriale e degrado ambientale si configura simultaneamente come una serie di azioni culturali, sociali, economiche e politiche atte ad avviare modelli esemplari di sviluppo sostenibile.
Fonte: http://www.corpoforestale.it/Areeprotette/materiale/glossario_a.html

Rifiuti pericolosi/non pericolosi
Ai sensi del D.Lgs 22/97 si definisce rifiuto qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi, abbia deciso o sia obbligato a disfarsi. I rifiuti pericolosi possiedono per definizione almeno una delle 14 caratteristiche di pericolo definite in relazione ai rischi per l'uomo e per l'ambiente secondo quanto previsto dalle norme comunitarie.
Fonte: http://www.ecoeconomisti.it/ecoglossario.html

Rifiuti speciali
Secondo il D. Lgs. N. 22 del 5.2.1997 sono rifiuti speciali: a) i rifiuti da attività agricole e agroindustriali; b) i rifiuti derivanti da attività di demolizione, costruzione, nonché i rifiuti pericolosi che derivano da attività di scarico; c) i rifiuti da lavorazioni industriali; d) i rifiuti da lavorazioni artigianali; e) i rifiuti da attività commerciali; f) i rifiuti da attività di servizio; g) i rifiuti derivanti dall'attività di recupero e smaltimento di rifiuti, i fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e della depurazione delle acque reflue e da abbattimento dei fumi; h) i rifiuti derivanti da attività sanitarie; i) i macchinari e le apparecchiature deteriorati ed obsoleti; l) i veicoli a motore, i rimorchi e simili fuori uso e le loro parti.
Fonte: Glossario per lo sviluppo sostenibile, prog LIFE ENV/IT/000032.CE

Rifiuti urbani
Secondo il D. Lgs. N. 22 del 5.2.1997 sono rifiuti urbani: a) i rifiuti domestici, anche ingombranti, provenienti da locali e da luoghi adibiti ad uso di civile abitazione; b) i rifiuti non pericolosi provenienti da locali e luoghi adibiti ad usi diversi da quelli alla lettera a), assimilabili ai rifiuti urbani sulla base dei criteri dettati dal decreto stesso; c) i rifiuti provenienti dallo spazzolamento delle strade; d) i rifiuti di qualunque natura o provenienza, , giacenti sulle strade e aree pubbliche o sulle strade e aree provate comunque soggette ad uso pubblico o sulle spiagge marittime e lacuali e sulle rive dei corsi d'acqua; e) i rifiuti vegetali provenienti dalle aree verdi, quali giardini, parchi ed aree cimiteriali; f) i rifiuti provenienti da esumazioni ed estumulazioni.
Fonte: Glossario per lo sviluppo sostenibile, prog LIFE ENV/IT/000032.CE

Rifiuto
Qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi o abbia deciso, o abbia l'obbligo di disfarsi
Fonte: D.L.vo 5 febb.1997, n.22

Riforestazione
Rimboschimento di aree sottoposte a deforestazione. La riforestazione su vastissima scala è considerata un mezzo per ricostituire il patrimonio forestale mondiale e per ridurre l'effetto serra.
Fonte: http://www.corpoforestale.it/Areeprotette/materiale/glossario_a.html

Rigenerazione Ambientale
intervento funzionale al recupero di ambiti naturali caratterizzati da una dinamica propria (operazione di riequilibrio ecosistemico ad esempio nella forestazione urbana).
Fonte: http://www.corpoforestale.it/Areeprotette/materiale/glossario_a.html

Rimboschimento
Insieme di pratiche forestali relative al rinnovo del bosco, compiute per evitarne la graduale scomparsa e, in alcuni casi, per impedire i franamenti di terreni montani in ripido pendio e poveri di vegetazione. Il rimboschimento può avvenire per rinnovo naturale e in tal caso le stesse piante provvedono, dopo tagli e disboscamenti precedentemente effettuati, alla riproduzione. Il rinnovo artificiale è invece totalmente operato dall'uomo, per semina o per piantagione.
Fonte: http://www.corpoforestale.it/Areeprotette/materiale/glossario_a.html

Rinaturalizzazione
Operazione di ripristino d'ambiti paesaggistici intervenuti dall'uomo, al loro stato originario. Significa più generalmente "aggiunta di caratteristiche di naturalità" e il termine può essere applicato anche a realtà non ecosistemiche (ad esempio il colore di un oggetto di legno).
Fonte: http://www.corpoforestale.it/Areeprotette/materiale/glossario_a.html

Ripopolamento
In biologia è l'azione atta ad incrementare il numero degli esemplari di una specie in un territorio. Generalmente viene sospesa l'attività venatoria per un certo periodo di tempo o si introducono animali provenienti da altre zone o da allevamenti.
Fonte: http://www.corpoforestale.it/Areeprotette/materiale/glossario_a.html

Ripristino Ambientale
Ultima fase della realizzazione di un'opera, hanno l'obiettivo di riportare le aree interessate alle condizioni e destinazioni d'uso originarie, nel più breve tempo possibile. Fin dall'avvio del progetto, infatti, viene definita la strategia di ripristino finale. Vengono realizzati studi sulle caratteristiche dei terreni interessati e di quelli circostanti e sulla climatologia della zona. Vengono definite le modalità di rimboschimento e inerbimento secondo avanzate tecniche forestali. In molti casi il lavoro di ripristino consente non solo di riportare il territorio alle sue condizioni originarie, ma anche a migliorare e rendere più sicuro il suo assetto. Nel caso di forte pendenza ciò significa minimizzare le erosioni pluviali ed eoliche e aumentare la coesione superficiale; nel caso di terreni grossolani, aumentarne la fertilità e migliorarne la capacità di ritenzione idrica. La posa dei gasdotti, ad esempio, richiede interventi specifici di ripristino nelle diverse fasi del lavoro, dalla scelta del tracciato alla progettazione e alla costruzione
Fonte: http://www.corpoforestale.it/Areeprotette/materiale/glossario_a.html

Rischio Ambientale
Per rischio ambientale s'intende uno stato in cui sono presenti condizioni di pericolosità o di minaccia ipotetica verso l'ambiente e l'uomo. Nella stragrande maggioranza dei casi l'analisi dei rischio tende ad estromettere la dimensione percettiva dell'individuo che spesso è fondamentale. La maggior parte degli studi sul rischio adotta come principio base la formula per cui il rischio sarebbe uguale alla probabilità che un evento indesiderato avvenga in un certo arco temporale, definendo il rischio attraverso una funzione di tipo statistico. Probabilità del verificarsi di un danno ambientale moltiplicata per la grandezza del danno stesso. Nelle procedure di VIA esprime la possibilità che gli interventi dell'uomo superino un livello tale da provocare sensibili e spesso irreversibili fenomeni di inquinamento e di dissesto con alterazione degli equilibri preesistenti.
Fonte: http://www.corpoforestale.it/Areeprotette/materiale/glossario_a.html

Riserva Integrale
Zona, in genere delimitata e protetta da particolari disposizioni, per la conservazione delle specie vegetali e animali che vi dimorano.
Fonte: http://www.corpoforestale.it/Areeprotette/materiale/glossario_a.html

Riserva Naturale
Zona in genere delimitata e protetta da particolari disposizioni per la conservazione di alcune specie vegetali ed animali che vi dimorano. Fanno parte delle aree protette e sono costituite da aree terrestri, lacuali o marine che contengono una o più specie naturalisticamente rilevanti della flora e della fauna, o presentano uno o più ecosistemi importanti per le diversità biologiche o per la conservazione delle risorse genetiche (legge 6/12/1991, n. 394).
Fonte: http://www.corpoforestale.it/Areeprotette/materiale/glossario_a.html

Risorsa Ambientale
Una delle componenti ambientali alle quali è attribuito un valore ambientale, ai fini dell'economia del territorio.
Fonte: http://www.corpoforestale.it/Areeprotette/materiale/glossario_a.html

Risorse naturali
Materie prime direttamente attinte dal patrimonio naturale e che vengono successivamente immesse nel mercato allo stato grezzo o lavorate

Risorse non Rinnovabili
Risorse del patrimonio naturale il cui utilizzo ed impiego è limitato nel tempo a causa della loro irriproducibilità (es. le risorse minerarie). Vengono anche definite "risorse esauribili"

Risorse Rinnovabili
Risorse del patrimonio naturale che hanno la capacità di riprodursi o rinnovarsi.

Risparmio energetico
Effetto delle misure prese da produttori e utilizzatori di energia per limitarne lo spreco attraverso un miglioramento dell'efficienza energetica (ottenimento dello stesso prodotto con minore energia) e per usare la fonte di energia più opportuna all'uso finale richiesto
Fonte: http://www.enel.it/ambiente/e_nergy/s_glossario_it.shtm#sv

Risposta
Politiche ambientali che la società mette in atto per ridurre o riparare il danno ambientale. Ai fini progettuali esse possono essere lette utilizzando cinque chiavi di lettura: fonte di finanziamento, motivazione, finalità, obiettivo, natura.
Fonte: http://www.rete.toscana.it/sett/pta/strumenti/contare/

Riuso
Il riuso rappresenta una delle forme di valorizzazione del rifiuto che consente di utilizzare un bene (altrimenti destinato ad essere trasformato in rifiuto) nella sua forma originaria (es. una bottiglia per l'acqua viene utilizzata per conservare legumi secchi)
Fonte: Glossario per lo sviluppo sostenibile, prog LIFE ENV/IT/000032.CE

Rotazione delle colture
Si basa sul fatto che non tutte le piante hanno bisogno delle stesse sostanze nutritive: alcune, mentre assorbono dal terreno certi sali minerali, lo arricchiscono di altri. Così, ad esempio, si alternano coltivazioni che privano il terreno d'azoto, come il frumento, con altre coltivazioni che invece lo arricchiscono di questa sostanza, come alcune piante che contengono nelle loro radici batteri capaci di fissare l'azoto atmosferico, trasformandolo in sostanze azotate utili alle piante.
Fonte: http://www.naturanetwork.it/u_gloss.asp

Rumore
Energia sotto forma di onde sonore, capace di determinare una perturbazione fisica nel mezzo di propagazione percepibile dall'uomo e dagli animali.
Fonte: Glossario per lo sviluppo sostenibile, prog LIFE ENV/IT/000032.CE

S
SA8000 (sistemi di responsabilità ed etica sociale)
La nascita di questo standard avviene nel 1997 ad opera del Cep (in collaborazione con rappresentanti di imprese e sindacati. Il Cep, oggi conosciuto come Sai (Social accountability international), è un organismo non governativo che si è costituito appositamente per questo scopo e opera come agenzia di accreditamento per gli enti di certificazione che vogliano emettere il "bollino" in base alla Sa 8000.
I requisiti di responsabilità sociale riguardano otto aree del rapporto di lavoro: lavoro minorile, lavoro obbligato, salute e sicurezza, libertà di associazione e diritto alla contrattazione collettiva, discriminazioni, pratiche disciplinari, orario di lavoro, retribuzione. Per ognuna di queste aree le imprese predispongono un manuale di gestione della responsabilità sociale e quindi definiscono interventi e procedure idonee a soddisfare gli standard richiesti.
La rispondenza allo standard è sancita da un Ente certificatore che rilascia un certificato di durata triennale. Il mantenimento del "bollino" è legato all'esito positivo delle visite di ispezione periodiche condotte dall'ente di certificazione che può anche richiedere interventi correttivi e revocare il certificato se la soddisfazione dei requisiti viene meno.
Fonte: http://www.provincia.arezzo.it/atanor/glossario/

Sapere
il Sapere combina aspetti e componenti della cultura trasmessi da una generazione all'altra senza metodi codificati (la cosiddetta conoscenza tacita, acquisibile spontaneamente) con quelli scoperti e trasmessi con varie forme di apprendimento codificate (le cosiddette conoscenze tecniche e sociali). Sapere, cultura e civiltà (vedi) sono legati strettamente.
Fonte: http://www.srseuropa.it/mat_for/GloFrame.htm

SEA
Strategic Environmental Assessment (vedi VAS)

SERIEE - Systeme Européen de rassemblement de l'information economique sur l'environnement
Sistema Europeo sviluppato dall’EUROSTAT per l’organizzazione e la raccolta delle informazioni economiche sull’ambiente armonizzate a livello comunitario. La struttura del sistema è composta da una serie di moduli: il conto satellite della spesa per la protezione ambientale EPEA; il conto satellite dell’uso e gestione delle risorse naturali; il modulo delle Eco-Industrie; l’analisi Input-Output delle attività di protezione ambientale.

SESTO PROGRAMMA DI AZIONE
Il nuovo programma identifica quegli aspetti dell'ambiente che devono assolutamente essere affrontati per ottenere uno sviluppo sostenibile: cambiamento climatico, uso esagerato delle risorse naturali rinnovabili e non, perdita di biodiversità, accumulo di sostanze chimiche tossiche persistenti nell'ambiente. Determina quindi gli obiettivi e i traguardi da perseguire, descrive come si intende utilizzare gli strumenti della politica ambientale comunitaria per questi fini e sottolinea la necessità di intervenire anche in altre aree politiche. Il presupposto di fondo è che la tutela ambientale sia integrata nelle altre aree politiche e, a tal fine, è necessario cambiare il sistema di governance in modo da riuscire a conciliare gli obiettivi socio-economici con quelli ambientali e identificare le diverse vie per conseguirli.
Questo nuovo programma, pur concentrandosi sulle azioni e gli impegni che devono essere intrapresi a livello comunitario, identifica anche misure e responsabilità che spettano agli organismi nazionali, regionali e locali nonché ai diversi settori economici.
Ciò include l'identificazione di aree tematiche prioritarie di intervento e la definizione dell’approccio strategico che comprende l'approccio politico generale ed il pacchetto di misure proposto per conseguire gli obiettivi e i traguardi ambientali.

SIC
Area che, nella/e regione/i biogeografica cui appartiene, contribuisce in modo significativo a mantenere/ripristinare in uno stato di conservazione soddisfacente un tipo di habitat naturale di cui all'allegato I della Direttiva Habitat o una specie di cui all'allegato II della Direttiva Habitat. Un sito che possa inoltre contribuire in modo significativo alla coerenza di Natura 2000 (di cui all'art.3 della Direttiva Habitat), e/o che contribuisca in modo significativo al mantenimento della diversità biologica nella regione biogeografica o regioni biogeografiche. Per le specie animali che occupano ampi territori, i siti di importanza comunitaria corrispondono ai luoghi, all'interno dell'area di ripartizione naturale di tali specie, che presentano gli elementi fisici o biologici essenziali alla loro vita e riproduzione.
Fonte: http://www.corpoforestale.it/Areeprotette/materiale/glossario_a.html

Sicurezza Alimentare
La sicurezza alimentare sì da quando il singolo o il gruppo, in tutti i momenti, ha accesso fisico ed economico agli alimenti sufficienti, sicuri e nutritivi per rispondere alle necessita dietetiche e alle preferenze alimentari per vivere una vita attiva e salutare. La sicurezza alimentare é l´abilità (o capacità) della popolazione di produrre o comprare alimenti in forma sufficiente ed appropriata per poter condurre una vita salutare e, allo stesso tempo, assicurare e proteggere le risorse necessarie per sostenere i propri mezzi di vita.
Fonte: http://www.mmc2000.net/villaggioglobale/biblio/glo.htm#glo01

Sicurezza alimentare: politica europea
L'Unione europea ha fatto della sicurezza alimentare una delle grandi priorità dell'agenda politica europea. La sicurezza alimentare è divenuta oggi un obiettivo trasversale da integrarsi in diversi ambiti di competenza comunitaria: la Politica agricola comune e il suo pilastro "sviluppo rurale", l'ambiente, la sanità pubblica, la protezione dei consumatori e la realizzazione del mercato interno.
Il dibattito pubblico avviato dal Libro verde sui principi generali della sicurezza alimentare è sfociato, nel gennaio 2000, nella pubblicazione del Libro bianco che segna un'importante tappa nell'adozione di una nuova legislazione in campo alimentare. La Commissione annuncia in questo testo lo sviluppo di un quadro giuridico che copra l'insieme della filiera alimentare - "dai campi alla tavola" - secondo un approccio globale e integrato. Secondo tale logica la sicurezza alimentare concerne tutti i seguenti aspetti: l'alimentazione e la salute degli animali, la protezione e il benessere degli animali, i controlli veterinari, le misure di polizia sanitaria, i controlli fitosanitari, la preparazione e l'igiene dei prodotti alimentari. Il Libro bianco ribadisce anche la necessità di instaurare un dialogo permanente con i consumatori a fini di informazione, educazione e ascolto.
Adottato nel febbraio 2002, il regolamento fondatore della nuova legislazione alimentare definisce cinque principi generali fondamentali:
l'affermazione del carattere integrato della filiera alimentare;
l'analisi del rischio quale fondamento essenziale di tale politica;
l'impegno della responsabilità degli operatori del settore;
la definizione della tracciabilità dei prodotti in tutte le fasi della filiera alimentari;
il diritto dei cittadini a un'informazione chiara e precisa.
Il regolamento istituisce anche l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (AESE) che ha il compito principale di fornire pareri scientifici indipendenti su questioni attinenti alla sicurezza alimentare, raccogliere e analizzare informazioni sui rischi potenziali o emergenti e instaurare un dialogo permanente con il pubblico.
Fonte: Fonte http://europa.eu.int/scadplus/leg/it/cig/g4000.htm

SINANET
Rete del Sistema Nazionale Conoscitivo e dei Controlli in campo Ambientale.
Fonte: http://www.corpoforestale.it/Areeprotette/materiale/glossario_a.html

SINA-SIRA
E' il nome del programma per la realizzazione del Sistema Informativo Nazionale Ambientale; è nato con l'obiettivo di consentire la razionalizzazione e il coordinamento delle iniziative di monitoraggio e di gestione delle informazioni ambientali.
Fonte: http://www.comune.scandicci.fi.it/Piano_Strutturale/s.htm

Sistema di gestione ambientale
Comprende la struttura organizzativa, le responsabilità, le procedure, i procedimenti e le risorse messi in atto per la conduzione aziendale della variabile ambiente e l’incremento dell’efficienza ambientale di un’azienda. La documentazione che descrive complessivamente il sistema di gestione ambientale e i mezzi per raggiungere gli obiettivi stabiliti è costituita dalla politica ambientale, dal manuale di gestione ambientale e dal piano di gestione ambientale.
I moderni sistemi di gestione integrano quasi sempre la tutela della salute, la sicurezza sul lavoro e la protezione ambientale e spesso associano a queste tre variabili anche la gestione della qualità.

Sistema Informativo Territoriale (S.I.T.)
E' un sistema informatico che consente di riunire, memorizzare, modificare e rappresentare con i relativi riferimenti geografici diverse informazioni. Lo strumento consente di raggiungere dei livelli di rappresentazione molto sofisticati e relazionare automaticamente i dati in maniera complessa in modo da ottenere nuovi gradi di conoscenza approfondita sugli oggetti o i sistemi relazionali esaminati.
Fonte: http://www.comune.scandicci.fi.it/Piano_Strutturale/s.htm

Smog
Termine composto da "smoke" (fumo) e "fog" (nebbia) utilizzato per descrivere due situazioni distinte: smog invernale, (causato da elevate concentrazioni di particolato e SO2, in presenza di alta umidità e basse temperature); smog fotochimico (causato da elevate concentrazioni di ozono e ossidanti fotochimici, in condizioni di temperatura sui 25-35°C, bassa umidità, vento debole e in presenza di inversione termica
Fonte: http://www.enel.it/ambiente/e_nergy/s_glossario_it.shtm#sv

Sociale/socio-cultura
è la componente antropica dello sviluppo sostenibile. E' costituita dalle comunità umane e dal patrimonio culturale (valori, tradizioni, regole, comportamenti, ecc.), con il quale interagiscono tra loro e con l'ambiente.
Fonte: http://www.comune.firenze.it/Agende21Toscana/glossario.htm

Soglia ambientale (Environmental Threshold)
Soglia limite oltre la quale la crescita e lo sviluppo non possono essere assorbiti dall'ambiente esterno senza che questo ne venga danneggiato e le risorse naturali che lo compongono (aria, acqua, suolo) ne vengano irreparabilmente deteriorate.
Fonte: Glossario per lo sviluppo sostenibile, prog LIFE ENV/IT/000032.CE

Sostenibilità debole
Si parla di sostenibilità debole dello sviluppo quando si ritiene che anche il capitale naturale, così come il lavoro e il capitale, sia perfettamente sostituibile, nello svolgimento delle sue funzioni, da altri fattori di produzione e che tale tasso di sostituzione sia regolato, analogamente a quanto avviene per altri beni, dal prezzo

Sostenibilità forte
Si parla di sostenibilità forte dello sviluppo quando si ritiene che il capitale naturale non sia  sostituibile, nello svolgimento delle sue funzioni, da altri fattori di produzione e che esso anzi svolga il ruolo del “fattore limitante” dello sviluppo

Sovvenzione globale
Rappresenta una delle forme di intervento dei fondi strutturali. E' una "linea di credito" gestita da intermediari abilitati dagli Stati membri, diretta a finanziare singole iniziative proposte da soggetti diversi che diventeranno i beneficiari finali.
Fonte: http://www.federlazio.it/attivita/glossario.doc

SOx
Ossidi di zolfo. Sono indicati con SOx l'anidride solforosa (SO2) e l'anidride solforica (SO3), prodotti della combustione dello zolfo o di prodotti solforati presenti nel carbone e nei prodotti petroliferi. In presenza di acqua danno luogo ai corrispondenti acidi (acido solforoso e acido solforico) contribuendo in modo determinante al fenomeno delle piogge acide
Fonte: http://www.enel.it/ambiente/e_nergy/s_glossario_it.shtm#sv

Spazio Ambientale disponibile
Per "Spazio Ambientale disponibile" s'intende il quantitativo di risorse ambientali rinnovabile e non rinnovabili che può essere usato senza mettere a rischio l'esaurimento delle risorse, la funzionalità e la ricettività dell'ambiente e, quindi, la capacità dell'ambiente di assolvere alla funzione di sostegno allo sviluppo per le generazioni future.
A livello internazionale è ormai riconosciuto che entro il trascorrere di una generazione si dovrebbe realizzare una società sostenibile. Il 2010 è l'anno assunto come riferimento per lo SA, in quanto esso è abbastanza lontano nel tempo per permettere un'adeguata redistribuzione dello SA ed è nel contempo abbastanza vicino per prevedere il tipo di sviluppo che avrà luogo nelle tecnologie e, in certa misura, nella società. Per le risorse non rinnovabili, l'anno di riferimento 2010 non è la data definitiva ma solo un primo obiettivo intermedio sulla strada verso una situazione di sostenibilità, che potrebbe essere raggiunta tra il 2030 ed il 2050.
Fonte: http://www.ecoeconomisti.it/ecoglossario.html

Specie Protetta
Specie rara o vulnerabile protetta da leggi o convenzioni internazionali che ne impediscono la cattura o la caccia.
Fonte: http://www.corpoforestale.it/Areeprotette/materiale/glossario_a.html

Specie Rara
Specie presente con piccole popolazioni che attualmente non è minacciata o vulnerabile, ma che corre rischi a causa della sua rarità naturale.
Fonte: http://www.corpoforestale.it/Areeprotette/materiale/glossario_a.html

Spese ambientali
Il termine "spesa ambientale" include il costo degli interventi intrapresi da un'impresa o da un ente pubblico, direttamente o attraverso terzi, al fine di prevenire, ridurre o riparare danni all'ambiente derivanti dalle sue attività operative. I costi in questione includono fra l'altro lo smaltimento dei rifiuti e le misure intese a prevenirne la formazione, la protezione del suolo e delle acque superficiali e sotterranee, la protezione dell'aria e del clima dall'inquinamento, la riduzione dell'inquinamento acustico e la tutela della biodiversità e del paesaggio. Si tratta di costi individuabili e sostenuti allo scopo principale di prevenire, ridurre o riparare danni all'ambiente. Ne sono escluse le spese che possono influire positivamente sull'ambiente ma il cui scopo principale consiste nel soddisfare altre esigenze quali, ad esempio, una maggiore redditività, la sicurezza e la salubrità nei luoghi di lavoro, la sicurezza nell'utilizzo dei prodotti o l'efficienza produttiva di un'impresa. Ove non sia possibile individuare l'importo di questi costi separandoli dagli altri costi nei quali siano integrati, se ne può calcolare una stima a condizione che l'importo che ne risulta risponda al criterio di essere principalmente destinato a prevenire, ridurre o riparare i danni causati all'ambiente.
I costi sostenuti a seguito di ammende o sanzioni inflitti per infrazione della normativa ambientale e di indennizzi di terzi per la perdita o i danni causati dall'inquinamento ambientale del passato sono esclusi da questa definizione.
Spese per la protezione dell'ambiente secondo i criteri individuati da SERIEE - Système europeén pour le rassemblement des informations économiques sur l'environment, si tratta dei costi di attività e azioni dirette alla prevenzione, riduzione e controllo dell'inquinamento e del degrado ambientale e delle attività di ripristino.
Tali spese sono classificate secondo i settori ambientali: protezione di aria e clima, gestione acque reflue, gestione rifiuti, protezione del suolo e delle acque sotterranee, protezione della biodiversità e del paesaggio, e secondo l'attività caratteristica (prevenzione dell'inquinamento, riduzione dell'inquinamento, misurazione e controllo, ricerca e sviluppo, formazione, attività amministrativa).
Si definiscono ambientali (EUROSTAT) le spese sostenute per la realizzazione di attività il cui fine principale (diretto o indiretto) è la gestione e protezione dell'ambiente, vale a dire le attività dirette deliberatamente e principalmente a prevenire, controllare, ridurre od eliminare l'inquinamento e il degrado ambientale provocati dagli atti di produzione e consumo. Il manuale SERIEE distingue le attività di protezione ambientale sulla base dei "domini" ambientali cui si riferiscono, ovvero sono suddivise a seconda dei diversi elementi del patrimonio naturale cui è finalizzata la spesa.
L'EUROSTAT classifica le spese ambientali in:
- spese di protezione dell'ambiente (preventive e di ripristino);
- spese compensative di difesa del degrado ambientale;
- spese di riparazione degli effetti negativi del degrado ambientale.
Fonte: http://www.ecoeconomisti.it/ecoglossario.html

Spese compensative
Spese sostenute dall'azienda per porre rimedio al danno ambientale causato dalle attività produttive. Si distinguono in spese di difesa e di compensazione del danno. Le prime servono a contrastare i riflessi negativi del danno, mentre le seconde riguardano i costi sostenuti per rimediare al danno provocato dal degrado ambientale causato.
Fonte: Glossario per lo sviluppo sostenibile, prog LIFE ENV/IT/000032.CE

SQM (Sustainable Quality Management)
è un sistema di analisi e di valutazione per la predisposizione di un
programma di realizzazione di Agenda 21 o di sviluppo sostenibile locale o settoriale. Si basa su dieci componenti di orientamento alla sostenibilità, sedici fattori chiave di analisi del potenziale sociale locale, e di sei leve di cambiamento (dinamica).
In particolare le dieci componenti di orientamento alla sostenibilità si basano sull'integrazione delle tre dimensioni dello sviluppo (ambiente, economia, socio-cultura), delle tre dimensioni di equità (sociale, interlocale, intertemporale) e di quattro principi di sistema (diversità, sussidiarietà, partnership e networking, partecipazione).
Fonte: http://www.srseuropa.it/mat_for/GloFrame.htm

Stakeholder(s): = "portatore(i) e detentore(i) d'interesse".
Gli stakeholders sono i “portatori di interessi”, ovvero tutti coloro che hanno degli interessi coinvolti in una data politica pubblica. Ad esempio i sindacati, le organizzazioni non governative, il volontariato, le associazioni ambientaliste, le associazioni culturali, le autorità scolastiche, le università, le pro loco, le associazioni d’impresa, le associazioni professionali, le camere di commercio

Standard Ambientali
Strumenti di politica ambientale adottati dall'autorità pubblica per il miglioramento della qualità dell'ambiente. In generale, uno standard è un livello di adempimento fissato dalla legge e fatto rispettare attraverso sanzioni. Si distinguono diversi tipi di standard: -standard sulle emissioni inquinanti, che stabilisce il limite massimo consentito di emissioni inquinanti, superato il quale si è obbligati al pagamento di una multa; -standard di qualità ambientale, che fissa il limite massimo di inquinamento di un certo ambiente; -standard tecnologici, che prevedono l'adozione di una certa tecnologia, ad esempio, la marmitta catalitica.
Fonte: http://www.corpoforestale.it/Areeprotette/materiale/glossario_a.html

Stato
La condizione delle risorse naturali sia in termini di quantità che di qualità. Viene espressa attraverso specifici indicatori di stato
Fonte: http://www.rete.toscana.it/sett/pta/strumenti/contare/

Stile di vita
comportamento, od abitudine, assunto da una o più persone (comunità). Stili di vita più orientati allo sviluppo sostenibile sono quelli del consumo consapevole delle risorse: maggiore attenzione al risparmio, al riuso ed al riciclaggio, piuttosto che all'usa e getta (consumismo), per dotarsi di quello che è veramente indispensabile; riduzione dell'inquinamento, rinunciando ad esempio, all'uso eccessivo della macchina per muoversi a piedi, in bicicletta, con mezzi pubblici, ecc.
Fonte: http://www.comune.firenze.it/Agende21Toscana/glossario.htm

Strategia delle doppie Reti (Dual Network Strategy)
Una strategia fra un approccio per Ecosistemi e un concetto di pianificazione dove particolare enfasi è posta sulle reti idriche e di trasporto
Fonte: http://www.geocities.com/Athens/Agora/5311/GIURIDICA/Extra/00-EU-sustain-glossario.htm#Agenda Locale 21

Strumenti volontari
Gli strumenti volontari sono strumenti di politica economica che vengono utilizzati o incentivati dal policy maker per influenzare positivamente il comportamento ambientale dei soggetti potenzialmente inquinanti. Questi strumenti si contrappongono a quelli di comando e controllo (vedi) e di mercato perché per ottenere dei miglioramenti nelle prestazioni ambientali delle organizzazioni presenti sul territorio non utilizzano né divieti e sanzioni, né tasse o incentivi monetari, bensì o la negoziazione di impegni (Accordi Volontari) o la validazione dei sistemi di gestione ambientale secondo norme individuate (EMAS) o l'informazione ambientale del pubblico (Rapporti ambientali). In tutti questi casi la nota caratterizzante è che l'impresa o l'ente che aderiscono a questi strumenti, si impegnano volontariamente a migliorare il proprio impatto sull'ambiente in cambio di benefici attesi in termini di migliori rapporti con gli stakeholders.
Fonte: http://www.ecoeconomisti.it/ecoglossario.html

Studio d'impatto ambientale (SIA)
Studio d'Impatto Ambientale. L'obiettivo dello studio, predisposto da chi propone la realizzazione di un'opera, è in genere quello di fornire tutti gli elementi di valutazione (sul progetto dell'opera, sugli aspetti ambientali del sito, sui possibili impatti ambientali delle future attività e sulle misure previste di mitigazione e di monitoraggio) affinché l'autorità competente a rilasciare l'autorizzazione ai fini della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) possa esprimersi in merito
Fonte: http://www.enel.it/ambiente/e_nergy/s_glossario_it.shtm#sv

Subsidenza
Abbassamento della superficie terrestre che si può manifestare in modo gradualmente lento o accelerato, determinato da processi geologici naturali o da attività umane. è un fenomeno che può essere eventualmente generato da sfruttamento di un giacimento di idrocarburi. Dato che dipende principalmente dalle caratteristiche geologiche del giacimento, l'approccio usato dalle Compagnie petrolifere nei confronti di tale eventualità è studiato caso per caso, comprendendo, al fine di poter scongiurare qualsiasi manifestazione dannosa del fenomeno, la fase previsionale (anticipata individuazione e calcolo dell'entità del fenomeno), la fase di prevenzione (studio anticipato degli interventi per contrastare la subsidenza, qualora risultasse una previsione di entità critica), la fase di monitoraggio (campagne di misura dei vari parametri associati al fenomeno e verifiche strumentali ripetute nel tempo).
Fonte: http://www.corpoforestale.it/Areeprotette/materiale/glossario_a.html

Suolo
La parte più superficiale della crosta terrestre in cui le radici delle piante penetrano e trovano nutrimento e sostegno. Il suolo si forma grazie all'azione disgregatrice degli agenti meteorici, degli sbalzi di temperatura, di reazioni chimiche e contiene, oltre agli elementi minerali, anche una componente vivente costituita principalmente da batteri, funghi, attinomiceti, piccoli artropodi, acari ecc. La Terra ha un raggio di circa 6.400 km e la crosta terrestre uno spessore di circa 100 km; il suolo ha uno spessore massimo di non più di 2 m e uno minimo talvolta di pochi centimetri. Il suolo agrario, o terreno agrario, non supera generalmente il mezzo metro. Il suolo, oltre a costituire il supporto materiale per le specie vegetali, fornisce anche tutte le sostanze che rendono possibile la vita sulla Terra. Lo spessore, il tipo di rocce che lo hanno generato e le condizioni climatiche a cui è esposto, determinano la qualità dei suolo in rapporto alle coltivazioni.
Fonte: http://www.corpoforestale.it/Areeprotette/materiale/glossario_a.html

Suolo, Normative di difesa del
La legge che ha per scopo quello di assicurare la difesa del suolo dall'inquinamento è la n. 183/89 che concepisce una tutela integrata, oltre che del suolo (inteso come territorio, suolo, sottosuolo, abitati ed infrastrutture), anche delle acque e delle risorse naturalistiche nel loro complesso. Tratto saliente del provvedimento è l'aver attribuito rilievo alla pianificazione. Viene, infatti, ripartita tra i vari livelli centrali e locali della Pubblica Amministrazione, la competenza ad avviare una pianificazione e programmazione degli interventi di conservazione e recupero del territorio mediante, tra l'altro: - la regolazione dei corsi d'acqua e la moderazione delle piene; - la disciplina delle attività estrattive; - la protezione delle coste e il risanamento delle acque sotterranee e superficiali. Nel 1994 è stata emanata la legge n. 36 con cui sono state dettate disposizioni, in materia di risorse idriche e di riorganizzazione dei servizi idrici, che integra e completa la legge sulla difesa del suolo, prevedendo una riorganizzazione territoriale, funzionale ed economica dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione dell'acqua, per usi civili, di fognatura e depurazione.
Fonte: http://www.corpoforestale.it/Areeprotette/materiale/glossario_a.html

Supporto e monitoraggio
Attività di controllo sull'andamento di un fenomeno attraverso l'utilizzo di specifici indicatori .
Fonte: http://www.provincia.arezzo.it/atanor/glossario/

Sussidiarietà (parte prima)
Nel rispetto della radice latina del termine (da subsidium, aiuto) ogni intervento di ordine "superiore" dovrà essere portato dal livello più vicino al cittadino e avere carattere di temporaneità, durando solamente il tempo necessario a consentire ai corpi sociali di tornare ad essere indipendenti. Solo se il comune non fosse in grado di risolvere un problema deve intervenire la provincia, quindi la regione, lo Stato, ecc. Una significativa definizione di questo principio - oggi divenuto uno dei principi-guida dell'Unione Europea - si trova nell'articolo 3B del Trattato di Maastricht del 1992 (che sistematizza concetti già presenti nella Relazione sull'Unione Europea presentata dalla Commissione al Consiglio nel 1975, e nella Proposta Spinelli del 1984). Il concetto, seppur non il termine, è però ben più antico: il principio di sussidiarietà è, infatti, uno dei fondamenti della Dottrina Sociale della Chiesa. Di esso si trovano tracce già in autori come San Tommaso d'Aquino, nel padre del giusnaturalismo (Giovanni Althusius) e - in tempi più recenti - nella Rerum Novarum (1891) di Leone XIII, e nell'enciclica Quadragesimo Anno (1931) di papa Pio XI. Il principio di sussidiarietà tende oggi ad essere letto a diversi livelli di articolazione, uno dei quali invita lo Stato a non intervenire laddove i cittadini e loro aggregazioni sociali (famiglia, associazioni ed altri cosiddetti "corpi intermedi") possono fare da soli, con la motivazione che l'uomo é principio, soggetto e fine della società e gli ordinamenti statali devono essere al suo servizio, lasciando che possa impegnare la propria creatività e iniziativa con senso di responsabilità personale e collettiva.
(continua)
Fonte: http://www.comune.scandicci.fi.it/Piano_Strutturale/s.htm

Sussidiarietà (parte seconda)
(segue)
la sussidiarietà è un concetto che riguarda ormai tutti i sistemi organizzativi, semplici o complessi (famiglia, impresa, comunità, società in generale). Esso è volto all'empowerment (vedi) come costruzione delle capacità delle persone che ne fanno parte (vedi anche governance). Secondo il principio di sussidiarietà:
- il potere deve essere attribuito sempre ai livelli più bassi possibile ed alle dimensioni minori;
- livelli più elevati e dimensioni maggiori non devono prendere decisioni che concernono quelli più bassi ed a dimensione minore, se questi ultimi sono capaci dl farlo da solo, affrontando e risolvendo i problemi delle loro comunità e prendendosi cura di esse;
- livelli superiori o di maggiore dimensione non devono limitare il pieno manifestarsi della capacità dei singoli e delle comunità a fare da soli (autonomia di organizzazione, di gestione e di governo);
- ad ogni livello e dimensione della società, va rafforzata la capacità di autogoverno del cittadino e della sua comunità di riferimento, assegnando loro il diritto di organizzare e gestire direttamente funzioni di carattere pubblico;
- l'azione di sussidiarietà (in quanto "subsidium", supporto delle truppe di riserva a quelle di prima linea) è, per sua natura, temporanea; essa non deve sostituirsi all'attore principale, ma deve aiutarlo affinché acquisisca la capacità di autogoverno ed autogestione.
Secondo quanto stabilito dall'Unione Europea, il principio di sussidiarietà è volto a garantire che le decisioni prese siano quanto più possibile vicine al cittadino. La legislazione italiana ha recepito tale principio inserendolo come punto fondamentale della cosiddetta legge Bassanini (15 marzo 1997, n. 59) che si occupa del conferimento di funzioni e compiti alle Regioni ed Enti Locali; in particolare (art. 4, comma 3, punto a) si stabilisce l'attribuzione della generalità dei compiti e delle funzioni amministrative ai Comuni, Province e alle Comunità montane, secondo le rispettive dimensioni territoriali, associative e organizzative.
Fonte: http://www.srseuropa.it/mat_for/GloFramee.htm e http://www.kalao.org/Glossario.htm

Sviluppo Compatibile
Si parla di sviluppo compatibile quando, prima che i processi irreversibili di crescita non compromettano la possibilità di vita, siano avviati modelli di sviluppo capaci di fornire nuovi traguardi allo sviluppo dell'uomo. è un concetto considerato "riduttivo" rispetto allo sviluppo sostenibile.
Fonte: http://www.comune.scandicci.fi.it/Piano_Strutturale/s.htm

Sviluppo Locale/Sviluppo comunitario
É una dimensione dello "sviluppo" (territoriale) che implica la promozione di spazi partecipativi (costituzione di strutture organizzate come i comitati di sviluppo comunitari e/o municipali) nei quali gli attori locali promuovono processi articolati a favore dello sviluppo integrato e sostenibile del proprio territorio: uno sviluppo che tenda a valorizzare le risorse e le forze endogene (identitá, cultura, economia, organizzazione sociale, potenzialitá del patrimonio naturale, ecc..) e coniugarle con le sfide imposte dalla globalizzazione. In questo modo si costituirebbe un nuovo paradigma dello sviluppo nel quale il complesso (globalizzazione) si articola dialetticamente con le specificità del locale. Questo processo implica, altresì, uno sforzo permanente di negoziazione e/o concertazione tra il livello locale (municipio) e il livello centrale (stato).
Quando si parla di sviluppo comunitario si fa riferimento a processi promossi dall'insieme di persone di uno stesso gruppo (territoriale, etnico-culturale, ecc..) - che condividono pertanto senso d'appartenenza e d'identità - rivolti al miglioramento delle proprie condizioni di vita complessive.
Fonte: http://www.mmc2000.net/villaggioglobale/biblio/glo.htm#glo01

Sviluppo sostenibile
Lo sviluppo sostenibile si prefigge di soddisfare i bisogni attuali senza compromettere quelli delle generazioni future. La crescita economica e lo sviluppo si debbono realizzare e mantenere nel lungo periodo, rispettando i limiti imposti dal sistema ambiente nel significato più ampio del termine. La definizione del concetto di sviluppo sostenibile è contenuta nel Rapporto della Commissione Mondiale sull'Ambiente e lo Sviluppo, nota anche come "Commissione Bruntland" dal nome della presidente, la norvegese Gro Harlem Bruntland.

Sviluppo sostenibile nella politica europea
Il concetto di sviluppo sostenibile fa riferimento ad una crescita economica atta a soddisfare le esigenze in termini di benessere delle nostre società, a breve, medio e soprattutto lungo termine, secondo l'idea che lo sviluppo deve rispondere alle esigenze del presente senza compromettere le prospettive di crescita delle generazioni future.
Il principio dell'integrazione della dimensione ambientale nella definizione e attuazione delle altre politiche, essenziale per conseguire lo sviluppo sostenibile, è stato confermato nel trattato di Maastricht.
Nel 1998, il vertice di Cardiff ha posto le basi di un'azione coordinata sul piano comunitario per integrare la dimensione ambientale. La Commissione ha quindi presentato varie comunicazioni concernenti l'integrazione dell'ambiente in politiche come l'energia, i trasporti, l'agricoltura, il mercato interno, lo sviluppo, l'industria, la pesca e la politica economica. Alcune configurazioni del Consiglio hanno anche presentato strategie di integrazione dell'ambiente nelle politiche di loro competenza.
Nel maggio 2001 è stata adottata una strategia dell'Unione europea a favore dello sviluppo sostenibile alla quale la partnership mondiale per lo sviluppo sostenibile, adottata dalla Commissione nel 2002, ha apportato una dimensione esterna.
Al Vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile di Johannesburg (agosto-settembre 2002) sono stati approvati nuovi obiettivi, programmi di lavoro e calendari concernenti l'acqua, le risorse ittiche, gli oceani, i prodotti chimici, la biodiversità, l'energia, la produzione e il consumo sostenibili e strategie di sviluppo sostenibile. In questo contesto l'Unione si è impegnata a conseguire obiettivi che vanno oltre quelli fissati a Johannesburg.
Fonte: http://europa.eu.int/scadplus/leg/it/cig/g4000.htm

SWOT Analysis
L'analisi S.W.O.T., ci permette di cogliere:
* Strengths, punti di forza
* Weaknesses, punti di debolezza
* Opportunities, opportunità,
* Threats, minacce e vincoli
di qualsiasi progetto, piano, programma, iniziativa, impresa vogliamo elaborare, migliorare, sviluppare e valutare
Fonte: http://www.provincia.arezzo.it/imprendere21/glossario/glo-SWOT.xml.html



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Data: 19 10 2019 - ora: 21:50